La Legge di Bilancio 2026 ha delineato il quadro degli incentivi per la transizione digitale delle imprese, confermando l’Iperammortamento per gli investimenti in beni immateriali 4.0 completati entro il 30 settembre 2028. La misura reintroduce la deduzione fiscale legata alla maggiorazione del costo ammortizzabile per i beni compresi nell’Allegato V, che elenca software, piattaforme e applicazioni funzionali alla trasformazione digitale dei processi produttivi.
Attraverso questa misura fiscale, l’adozione di software avanzati diventa economicamente più sostenibile. L’agevolazione permette di trasformare i costi legati agli investimenti tecnologici in una vera e propria leva strategica per modernizzare l’intera organizzazione.
I meccanismi dell’agevolazione e a chi si rivolge
Avere chiaro il funzionamento dell’Iperammortamento 2026 è essenziale per programmare i futuri investimenti aziendali. Questo incentivo interviene direttamente sulle imposte, aumentando in modo figurativo la quota deducibile dei costi affrontati per acquistare beni immateriali che rientrano nell’ambito della norma.
Quali imprese possono accedere
L’opportunità fiscale è disponibile per un’ampia fascia di soggetti economici:
- Aziende di qualsiasi dimensione, dalle piccole alle grandi imprese
- Ogni settore merceologico, tra cui industria, servizi e commercio
- Diverse forme giuridiche, purché titolari di reddito d’impresa: ditte individuali, società di persone, società di capitali e aziende agricole che producono reddito d’impresa
- Realtà in regola con il documento unico di regolarità contributiva (DURC) e con le normative sulla sicurezza sul lavoro
- Restano escluse le imprese in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Gli scaglioni e i vantaggi effettivi
Il principio cardine della misura è l’applicazione di una maggiorazione del costo ammortizzabile. La legge divide gli investimenti in tre scaglioni calcolati sugli investimenti completati in ciascun anno:
- Fino a 2,5 milioni di euro, con un’aliquota di maggiorazione del 180%
- Tra 2,5 e 10 milioni di euro, con un’aliquota di maggiorazione del 100%
- Tra 10 e 20 milioni di euro, con un’aliquota di maggiorazione del 50%
Concentrandoci sulla prima fascia, la più diffusa nel tessuto imprenditoriale, il vantaggio economico risulta subito evidente. A fronte di un acquisto di 100.000 euro, l’impresa ha la facoltà di dedurre un importo figurativo aggiuntivo di 180.000 euro. Per una società soggetta a IRES (24%), il risparmio d’imposta aggiuntivo è di 43.200 euro, pari al 43,2% dell’investimento, distribuito lungo il periodo di ammortamento.
Sono agevolabili gli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La data di completamento segue le regole dell’articolo 109 del TUIR, a prescindere dai principi contabili adottati. Rientrano anche gli ordini effettuati nel 2025, se la consegna avviene dal 2026. Il beneficio decorre dal periodo d’imposta in cui l’impresa invia al GSE la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia interconnesso ed entrato in funzione.
Dalla misura restano esclusi i beni usati.
Nel caso in cui l’azienda scelga di acquisire i software tramite locazione finanziaria (leasing), l’agevolazione si calcola esclusivamente sulla quota capitale dei canoni: in questo caso l’acconto del 20% si considera versato con la stipula del contratto di locazione finanziaria.
Un ulteriore aspetto a tutela delle imprese riguarda le società in perdita fiscale: in questo caso il vantaggio non svanisce, ma genera una maggiore perdita riportabile che l’azienda potrà utilizzare per abbattere le imposte nei periodi successivi.
La procedura per ottenere l’incentivo
L’iter prevede tre comunicazioni telematiche al Gestore dei Servizi Energetici (GSE):
- Comunicazione preventiva (prenotazione), per ciascuna struttura produttiva
- Comunicazione di conferma, entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE sulla comunicazione preventiva, con la prova del pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo
- Comunicazione di completamento, dopo l’interconnessione dei beni ed entro il 15 novembre 2028
Due comunicazioni annuali di monitoraggio, entro il 20 gennaio e il 30 giugno, completano l’iter fino al termine della fruizione. Per ogni investimento, a prescindere dall’importo, servono una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale.
Cumulabilità con altre agevolazioni
L’Iperammortamento 2026 è cumulabile con altre agevolazioni nazionali ed europee sugli stessi costi, come la Nuova Sabatini e i finanziamenti SIMEST. Valgono due condizioni: il cumulo non deve superare il costo sostenuto e la base di calcolo va ridotta degli altri contributi ricevuti.
La Nuova Sabatini si rivolge alle PMI che finanziano l’investimento con un prestito bancario o un leasing. Il contributo in conto impianti equivale agli interessi calcolati su un finanziamento quinquennale, con tasso convenzionale del 3,575% per gli investimenti 4.0.
La linea SIMEST Transizione digitale o ecologica offre finanziamenti agevolati alle imprese con vocazione internazionale. Una quota a fondo perduto, variabile in base ai requisiti, è riservata a specifiche categorie di beneficiari.
Iperammortamento 2026 ed ERP: quando un software è agevolabile
Per i software, la norma richiede due condizioni: l’inclusione tra i beni dell’Allegato V e l’interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Il legislatore premia i progetti che collegano il software ai processi produttivi, come i sistemi MES per il controllo della produzione, le piattaforme di logistica integrata e gli strumenti di analisi dei dati industriali.
I software devono soddisfare due requisiti:
- Interconnessione: il software deve comunicare in modo continuo e bidirezionale con le altre risorse aziendali (quali macchinari, reti di fornitura o logistica) utilizzando protocolli standard
- Integrazione automatizzata: le informazioni devono fluire in maniera diretta all’interno del sistema informativo aziendale, eliminando la necessità di inserimenti o re-immissioni manuali da parte degli utenti.
Per i sistemi ERP, MIMIT e GSE hanno chiarito che l’agevolazione riguarda i soli moduli connessi alla produzione. Restano esclusi i moduli amministrativi, contabili e gestionali non collegati al processo produttivo. La perizia tecnica deve quindi individuare i moduli agevolabili e il relativo costo. In questo quadro rientra un’ampia gamma di soluzioni Sistemi, da valutare con il perito in base alla configurazione:
- I moduli di ESOLVER dedicati a produzione e logistica
- Phase MES, per la gestione e il monitoraggio della produzione
- ESOLVER BI , quando analizza i dati del processo produttivo.
Uno strumento pensato per favorire la digitalizzazione
L’Iperammortamento 2026 rappresenta il momento ideale per ripensare i processi produttivi e informativi, proprio poiché è stato introdotto per favorire la transizione tecnologica delle imprese italiane.
Per affrontare l’iter agevolativo con la massima tranquillità, suggeriamo di gestire la pratica e le verifiche sulla fattibilità insieme al proprio Commercialista o ai consulenti di fiducia.
Per tradurre questo incentivo in un progetto di modernizzazione duraturo, la scelta del Partner tecnologico risulta determinante. Sistemi APG <Sistemi TORINO> affianca le imprese fornendo tecnologie all’avanguardia e le competenze necessarie per implementarle con successo. Un Partner solido ed esperto, pronto a guidare la tua azienda verso una maggiore efficienza, attraverso soluzioni gestionali completamente integrate.
Domande frequenti su Iperammortamento 2026 ed ERP
Qualsiasi software gestionale rientra nell'agevolazione?
No. Rientrano i software elencati nell’Allegato V, interconnessi al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per gli ERP sono agevolabili i soli moduli connessi alla produzione. Restano esclusi i moduli amministrativi e contabili, le soluzioni isolate e i software acquistati in abbonamento (SaaS).
Qual è la differenza rispetto al precedente credito d'imposta?
La misura del 2026 si basa sul meccanismo della deduzione fiscale. A differenza del credito d'imposta (compensabile nel modello F24), l'Iperammortamento aumenta in modo figurativo il costo del bene. Questa dinamica abbassa direttamente la base imponibile su cui vengono calcolate le imposte, distribuendo il risparmio lungo l'intero periodo di ammortamento del software. La maggiorazione rileva ai soli fini delle imposte sui redditi (IRES e IRPEF) e non incide sull’IRAP.
Cosa succede se l'azienda registra una perdita fiscale?
Se l’impresa chiude l’esercizio in perdita, la maggiorazione aumenta la perdita fiscale. La perdita si riporta agli esercizi successivi e riduce l’imponibile secondo le regole ordinarie dell’art. 84 del TUIR, quando l’impresa torna a produrre reddito
Quali sono i tempi previsti per le comunicazioni al GSE?
La comunicazione di conferma va inviata entro 60 giorni dalla notifica dell’esito positivo della comunicazione preventiva. Deve contenere la prova del pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo. La comunicazione di completamento si invia dopo l’interconnessione dei beni ed entro il 15 novembre 2028. A queste si aggiungono le comunicazioni annuali di monitoraggio, entro il 20 gennaio e il 30 giugno.
L'agevolazione è cumulabile con la Nuova Sabatini e i fondi SIMEST?
Sì. L’Iperammortamento 2026 è cumulabile con altre misure che finanziano gli stessi costi, come la Nuova Sabatini e i finanziamenti SIMEST, nel rispetto delle regole di ciascuna. Il totale delle agevolazioni non può superare il costo sostenuto. La base di calcolo dell’iperammortamento va ridotta degli altri contributi ricevuti.
I software in cloud rientrano nell’Iperammortamento 2026?
Rientrano i software acquistati in proprietà o in licenza d’uso pluriennale, iscrivibili tra le immobilizzazioni immateriali. I software in abbonamento (SaaS) sono esclusi dalla disciplina attuale. Il governo ha annunciato una misura fiscale dedicata agli investimenti in software cloud, da definire con la Legge di Bilancio.




